Ma agli sguardi della gente
Ci hai mai fatto caso tu?
Proprio quello che non dice
Che non dice mai che sente, e poi fa finta di niente…
Così comincia la canzone Sguardi di Gianluca Grignani, un brano profondo che ci invita a guardare gli occhi degli altri, per capire chi sono e cosa stanno affrontando, o per capire noi stessi.
Si dice che uno sguardo vale più di mille parole e a volte è proprio così: a mio padre bastava un’occhiata per rimettermi in riga! Ma negli sguardi della gente spesso si raccontano storie di vita, di sofferenza, di gioia, di speranza, proprio come dice Grignani nella sua canzone.
Ma in realtà, cos’è uno sguardo?
Come definire gli sguardi? Significato tra dizionari e arte

Sguardi che durano una vita
Ci sono tanti modi di definire uno sguardo. Che ne dici se partiamo dal più tecnico per poi spaziare nell’arte? Mi segui in questo percorso? Ti prometto che non ti annoierai!
La parola ‘sguardo’ secondo i dizionari
Il Treccani dà come significati principali della parola sguardo “L’atto di guardare; l’esercizio della facoltà di guardare, la capacità visiva”: brivido lungo la schiena, perché questo sguardo è gelido! Scherzi a parte, c’è anche un significato secondario, che però è quello che ci interessa di più: “Determinando il modo del guardare e il sentimento, lo stato d’animo espresso”. Ed eccoci al punto: lo stato d’animo espresso.
Il Dizionario delle collocazioni della Zanichelli ci declina almeno un centinaio di aggettivi che possiamo associare alla parola sguardo: quanti stati d’animo possiamo comunicare con i nostri occhi! Alcuni? Attonito, audace, beffardo, inquietante, minaccioso, ammaliatore, luminoso, dolce, sveglio, sprezzante, ironico, beato, assorto, truce, indagatore, e molti altri.
Non posso scriverli tutti, altrimenti vengo meno alla promessa di non annoiarti. E poi, c’è stato chi ha parlato di sguardi in modo molto più espressivo!
Gli sguardi nell’arte: cinema, musica, letteratura e pittura
“Uh, se uno sguardo potesse uccidere…”: così dice Mobius a Loki poco dopo la sua cattura, mentre vedeva i suoi gloriosi propositi andare in fumo. Non viene fatto un primo piano di Loki, ma il suo sguardo sarà stato molto simile a quello di Clint Eastwood in “Il texano dagli occhi di ghiaccio”: uno sguardo ruvido, impassibile, penetrante, che sfonda lo schermo e ci fa sentire come se fossimo noi davanti a lui. Forse ho cominciato in un modo un po’ forte? E forse hai ragione sai.
Effettivamente gli sguardi più decantati sono quelli più dolci, come quelli della persona amata. Daniele Silvestri, in Occhi da orientale, dice che quello della sua amata è uno “sguardo limpido di aprile, di dolcissime illusioni” e i suoi ‘occhi da orientale raccontano emozioni’ e sono ‘innocenti, disarmanti, devastanti’.
Paola Turci, nella sua “Questione di sguardi” parla del potere dello sguardo, ‘lunatico, fantastico, magnetico’, che può parlare e legare più delle parole.
Nella letteratura, troviamo le parole di Gabriel García Márquez, premio Nobel per la letteratura nell’82, che scrisse: “uno sguardo casuale fu l’origine di un cataclisma d’amore che mezzo secolo dopo non era ancora terminato”. Un amore a prima vista che può durare tutta una vita.
E se si parla di amore, come non citare William Shakespeare che ci rivela un segreto: “l’amore dei giovani non sta nel cuore, ma negli occhi”. E questo mi porta alla mente immagini di opere d’arte come la statua Amore e Psiche del Canova, oppure l’olio su tela Ercole sedotto da Onfale di François Lemoine, o “Les Amoureux (Soir d’automne)” di Emile Friant: coppie di innamorati che si perdono l’uno negli occhi dell’altra, come a diventare una cosa sola, pur restando in due.

Ercole sedotto da Onfale – – François Lemoine, Louvre
Mi piace moltissimo un passaggio di Victor Hugo, tratto da “I miserabili”, che trovo più attuale oggi di quando fu pubblicato nel 1862: “Si è tanto abusato dello sguardo, nei romanzi d’amore, che si è finito per non averne più stima; e solo a stento si osa dire, ora, che due esseri si sono amati, perché si sono guardati. Eppure proprio così, e solo così ci si ama; il resto è soltanto il resto, e vien dopo”.
Perché? Gli schermi dei nostri smartphone hanno rubato l’attenzione dei nostri occhi, il nostro sguardo è troppo spesso fisso su quei rettangoli senz’anima che non ci fanno più guardare intorno. Se non siamo nemmeno più disposti a guardarci, come possiamo capirci, parlarci o innamorarci? Come possiamo capire se c’è una persona interessata a noi, a me, a te? O come facciamo a comunicare con uno sguardo che siamo interessati a quella persona? Dobbiamo staccare lo sguardo dal telefono e guardare negli occhi chi abbiamo intorno. Cosa ci diranno i loro sguardi?
Giochi di sguardi: come capire se una persona è interessata?
Henry David Thoreau, statista e filosofo americano di metà ‘800, chiede ancora oggi: “Può per noi avere luogo un miracolo più grande del guardarsi direttamente negli occhi per un istante?”
Sì, oggi riuscire a guardarsi negli occhi è davvero un miracolo! Purtroppo, spesso, ai tavoli vedo gruppi di amici o coppie che sono solo seduti fisicamente insieme, ma le loro menti e i loro occhi sono dedicati ad altro. Ma così ci si perde il più bello. Che dire di uno sguardo di intesa tra due amici che sentono una parola, si guardano, e scoppiano a ridere, mentre gli altri hanno il dubbio stampato in faccia?
Oppure, come faresti a notare quella persona che ti guarda intensamente dall’altra parte del locale? Come puoi capire il suo intento? Se incroci il suo sguardo come si comporta? La devi guardare per capirlo!
Ad esempio, se piaci a quella persona, o è già anche innamorata di te, il suo sguardo sarà dolce, forse anche timido, tenero, imbarazzato: non sa ancora se il suo sentimento è ricambiato. Magari abbasserà lo sguardo un attimo, ma ritornerà subito a cercarti. Per quella persona, tu sei il mondo in quel momento: il resto è solo rumore di fondo.
Vuoi ricambiare questo sguardo affettuoso? Potresti guardare la persona gentilmente e sorriderle, magari farle un cenno per lasciarla avvicinare. Se, invece, vuoi andare tu verso di lei, prima assicurati che stia guardando davvero te: evitiamo figuracce! Anche se, a dire il vero, non si sa mai e potrebbe comunque nascere una simpatica situazione e diventare qualcosa di più: magari un’amicizia, o forse un nuovo amore. Ma per provarci, devi uscire, andare nei locali, conoscere gente nuova. Non hai idee? Continua a leggere!

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