
Quando si parla di amore, la mente corre subito a lui: Cupido, il dio alato con arco e frecce, capace di scatenare passioni improvvise e di unire destini lontani.
Ma Cupido non è soltanto un ricordo della classicità. Nei secoli è diventato simbolo artistico, letterario e persino turistico: oggi è presente nei biglietti di San Valentino, nelle statue rinascimentali, nelle commedie romantiche e perfino nei luoghi che celebrano le storie d’amore più celebri della nostra cultura.
Proviamo ad andare a fondo e scoprire le origini di un mito che tanto affascina, il ruolo che ha avuto Cupido nell’arte e nella cultura e come sia sopravvissuto fino ai giorni nostri.
Chi è Cupido? Origine, storia e curiosità
Cupido è la personificazione del potere dei sentimenti, capace di colpire chiunque, dagli uomini agli dei. Nell’antica Roma era il dio dell’amore e del desiderio, raffigurato come un fanciullo alato armato di arco e frecce. La tradizione lo vuole figlio di Venere, dea della bellezza, e di Marte, dio della guerra.
Nell’iconografia romana è spesso un bambino nudo, paffuto e sorridente, pronto a colpire cuori ignari. Ma nelle fonti più antiche, soprattutto greche, compare come un giovane affascinante, il dio Eros. Egli impersona la forza del desiderio che spinge gli uomini a unirsi, l’energia vitale che muove il cosmo. Il suo ruolo è governare l’attrazione e la passione. Ma come?
Con le sue frecce che simboleggiano l’imprevedibilità dei sentimenti, capaci di unire o dividere a seconda del destino. Infatti, secondo la leggenda le frecce d’oro provocavano un amore ardente e irresistibile, mentre quelle di piombo portavano al rifiuto e alla disillusione. Ma il dio dell’amore provò mai questo sentimento?
Chi sono i fratelli di Cupido?

Eros: Dio greco dell’Amore
Cupido, o Eros, non era “figlio unico”. I suoi fratelli erano gli Eroti, chiamati anche “Amori” o “Amorini”, che nella tradizione cattolica sono diventati i “Putti”, angioletti biondi e paffutelli. Gli Amori originali della tradizione greca erano:
- Eros: l’amore divino e la potenza dell’attrazione sessuale;
- Anteros: l’amore corrisposto. Solo dopo la sua nascita Eros cominciò a crescere;
- Edilogo: il dio delle dolci parole sussurrate, dell’adulazione, dell’adorazione, delle chiacchiere e delle lusinghe;
- Ermafrodito: essere androgino “con un corpo che è una combinazione di quello di un uomo e di una donna, in quanto ha un corpo bello e delicato come quello di una donna, ma con qualità maschili e il vigore di un uomo”. (Diodoro Siculo, Bibliotheca historica libro IV 4. 6. 5)
- Imene: l’amore coniugale, che camminava alla testa di ogni corteo nuziale e proteggeva il rito del matrimonio;
- Imero: l’amore impetuoso e il desiderio amoroso incontrollato;
- Pothos: il desiderio nostalgico e irrecuperabile.
Chi sono i nemici di Cupido?
Cupido, o Eros, ha anche dei nemici o antagonisti:
- Thanatos: la Morte, la distruzione, l’assenza di vita che è l’esatto opposto della potente forza creatrice della vita dell’amore.
- L’Eroto Anteros è anche considerato un antagonista di Eros. Eros, infatti, rappresenta l’amore passionale, d’impulso che può portare al caos. Invece, Anteros, suo fratello, è l’amore che cresce nel tempo e si rafforza, perché ricambiato ed è equilibrato.
Cupido nella cultura: Cupido e Psiche e le rappresentazioni artistiche

Amore e Psiche: il mito
Il mito di Amore e Psiche è senza dubbio il più celebre. Compare nelle Metamorfosi di Apuleio ed è una delle storie d’amore più belle mai raccontate.
Psiche, che in greco significa “anima”, era una principessa talmente bella da essere paragonata a Venere. La dea, gelosa, ordinò a Cupido di farla innamorare dell’uomo più brutto sulla Terra. Ma Cupido, vedendola, se ne innamorò lui stesso. Il dio nascose Psiche in un palazzo incantato, dove la visitava ogni notte, senza mai mostrarsi. Il loro amore cresceva, ma Psiche non poteva guardare il volto del suo amato.
Istigata dalle sorelle, accese una lampada per osservarlo: abbagliata dalla sua bellezza, fece cadere una goccia d’olio che lo svegliò. Cupido fuggì, sentendosi tradito. Per riconquistare il suo amore, Psiche dovette affrontare quattro prove impossibili imposte da Venere: separare semi diversi in un mucchio immenso, raccogliere lana d’oro del vello d’oro dei feroci Arieti del Sole, recuperare l’acqua di una sorgente che si trovava in cima a un’altissima montagna, ripida e scoscesa, custodita da draghi e, infine, scendere negli Inferi per chiedere un dono a Proserpina, un po’ della sua bellezza.
Psiche superò ogni prova, grazie anche all’aiuto degli dei. Alla fine Giove concesse alla giovane l’immortalità e permise le nozze eterne con Cupido. Dalla loro unione nacque Voluttà (Voluptas), simbolo del piacere. Il mito rappresenta, quindi, l’unione tra amore e anima, un legame che supera ogni ostacolo. Questa potente storia d’amore ha ispirato scultori e pittori, permettendo di creare opere d’arte veramente suggestive.
Come è rappresentato Cupido nell’arte?
Ogni cultura, soprattutto politeistica, ha la propria divinità dell’amore. Tra queste la dea azteca Xochiquetzal e il suo gemello Xochipilli, la divinità buddista Aizen Myōō, la dea celtica Áine, il dio cinese Yue Lao e la dea Nüwa, la dea egizia Bastet, la dea etrusca Turan, nell’induismo troviamo la dea Parvati e ancora Ishtar (Mesopotamia), Freyja (cultura nordica) e Orisha (cultura Yoruba dell’Africa occidentale).
È chiaro che l’amore è sempre stato importante per gli esseri umani nel corso dei millenni, tanto da arrivare a personificarlo, adorarlo e pregarlo. Questo è stato anche fonte di ispirazione nel mondo dell’arte.
Per quanto riguarda il mito di Cupido, tra le centinaia di artisti che vi si sono ispirati, risaltano in particolare:
- Antonio Canova, che scolpì il celebre “Amore e Psiche”, oggi al Louvre, simbolo del Neoclassicismo. Per me è la statua più bella del mondo!
- Caravaggio, il quale dipinse “Amor Vincit Omnia”, dove Cupido trionfa su tutte le altre forze e faccende umane: quando l’amore entra nella tua vita, tutto il resto passa in secondo piano.
- Raffaello, che lo inserì nelle sue allegorie come emblema dell’amore divino e terreno.
Anche la letteratura è colma di opere dedicate a Cupido: Ovidio, Virgilio e Dante lo citano, mentre nel Rinascimento diventa il simbolo dell’amor cortese e dell’unione spirituale. E oggi, come celebriamo l’amore di Cupido?
Fare il cupido: cosa significa e il ruolo di Oj Eventi Single

Incontri felici
Cosa significa “fare il Cupido”?
“Il Cupido” è quella persona che fa in modo che due persone si incontrino e si conoscano proprio con lo scopo di far nascere l’amore tra di loro. Ti è mai capitato di essere il Cupido di qualcuno? A me sì, su richiesta di una delle parti, e lì ho imparato a farmi gli affari miei nelle questioni sentimentali altrui, soprattutto se si tratta di amici.
Nonostante tutto, come abbiamo avuto modo di vedere, il mito di Cupido ci ricorda che l’amore è sorpresa, sfida e bellezza. È un sentimento che nasce quando meno ce lo aspettiamo e che, come insegna la storia di Psiche, richiede coraggio e dedizione. D’altra parte, sappiamo bene che oggi socializzare è diventato sempre più difficile, tra lavoro, problemi e mille impegni che spesso portano a isolarsi.
Per questo, oggi Cupido si chiama Oj Eventi Single, trasformando questa leggenda in realtà: esperienze romantiche, viaggi indimenticabili e attività coinvolgenti per vivere emozioni autentiche, incontrare e conoscere nuove persone e, perché no, incontrare l’anima gemella. Ecco alcune delle proposte:
- Cene di socializzazione: perfette per chi cerca socialità e un tocco di romanticismo;
- Aperitivi e speed date: per fare nuove conoscenze con naturalezza;
- Giornate a tema e eventi culturali: per aggiungere un tocco di cultura la tuo momento di socializzazione.
Cupido è qui per sorprenderti! E tu, sei pronto/a a di metterti in gioco?