Stacanovista: origine, significato e attualità del termine

Stacanovista: una visione moderna Articoli

“Che stacanovista”: quante volte abbiamo sentito, oppure detto, queste parole, probabilmente in tono ironico. Ma sappiamo veramente cosa significa la parola “stacanovista”? Il vocabolario Treccani dà questa definizione:

Stacanovista(o stachanovista e, meno corretto, stakanovista): da “stacanovismo”; scherzoso o spregiativo; chi si dimostra troppo zelante nella sua attività di lavoro.
Sinonimi: zelante, maniaco, fanatico, gran lavoratore, sgobbone.

Scherzi a parte, oggi c’è chi impersona il vero significato di questa parola? E quali sono le sue origini?  Proviamo a rispondere a queste domande e a comprendere l’attualità del termine.

Stacanovista: origine del termine e modello sovietico

Per comprendere le origini della parola “stacanovista” dobbiamo andare nelle miniere di carbone del Donbass, in , più precisamente a Irmino.

Il 31 agosto 1935 viene battuto un record destinato a entrare nella storia dell’URSS: in meno di 6 ore viene estratta una quantità di carbone pari a 14 volte la quantità media estratta normalmente in un turno di 8 ore. Il protagonista di questa impresa? Aleksej Grigor’evič Stachanov.

Chi è Aleksej Grigor’evič Stachanov?

 

Stachanov : l'eroe del lavoro

Stachanov

 

Aleksej Stachanov nasce il 3 gennaio 1906 a Lugovaja, allora nel territorio della Russia. Si sa poco o nulla della sua storia prima del 31 agosto 1935, se non che aveva cominciato a lavorare in agricoltura da ragazzino, era sposato e  lavorava come minatore nelle miniere di carbone dal 1927.

Immagina di essere una persona qualunque, che come tante va a lavorare tutti i giorni, svolgendo un lavoro pesante e pericoloso. Ma, in un giorno, la tua vita ha una svolta per una tua intuizione che influenzerà anche il futuro di tutta la tua nazione. Questo è quello che è successo nella vita di Stachanov.

Il movimento Stacanovista e le nuove condizioni di lavoro

Proseguendo la storia, immagina ora che il tuo record venga notato anche dal capo della nazione, Stalin, che ti celebra come un “Eroe del lavoro”, a cui tutti i lavoratori russi devono ispirarsi per fare grande la Russia: è l’inizio del movimento stacanovista.

A te viene dedicata una giornata nazionale, celebrata ogni anno come la festa del minatore di carbone. Nel giro di 2 anni hai dei benefit, per te e per la tua famiglia, che da minatore potevi solo sognare, o, forse, non ti era concesso nemmeno quello.

Tuttavia, più passa il tempo, più capisci che forse la tua intuizione, la tua immagine di eroe, non è qualcosa di così positivo. È vero, con il tuo sistema ora si produce di più e, con il loro lavoro senza sosta, la Russia sta crescendo a livello industriale come mai prima. Ora Mosca ha la sua metropolitana, come le altre grandi città nel mondo.

Ma le condizioni di chi lavora? Cominci a chiederti se lo Stato non ti stia forse riempiendo di regali per non farti guardare indietro, per non farti ricordare le parole di Marx sulla vera libertà, per non farti pensare che forse qui c’è del capitalismo travestito da virtù nel lavoro.

Ed effettivamente, i tuoi ex colleghi non se la stanno passando bene. Turni infiniti in miniera perché, forse, il tuo miracolo può ripetersi anche per loro. E così diventa una competizione senza sosta a chi fa di più, a chi fa meglio.

Non importa la famiglia adesso: lavorano per darle un futuro migliore. Il pensiero fisso è: “se hanno notato Aleksej, può succedere anche a me se riesco a fare addirittura meglio di lui”. E intanto la Grande Madre Russia cresce e la vita privata e libera dei russi sparisce.

Le senti anche tu quelle vocine? “Siamo una grande famiglia”… “Il lavoro nobilita”… “Se non fai malattia, a fine anno ricevi un premio”… “Che fai, già te vai? Sono solo le 18.30” … “Ovviamente in ferie sarai reperibile, giusto?”… Bah, e ci fu pure chi scrisse su un bel cancello “arbeit macht frei”, ma la libertà era l’ultima cosa che esisteva in quel posto di lavoro.

Se le vuoi  mettere a tacere, capire cosa c’è dietro allo stacanovismo può essere utile.

Stacanovismo: virtù professionale o trappola psicologica?

Lavorare è importante e può essere soddisfacente. Ci permette di avere una certa indipendenza, di toglierci qualche sfizio, di goderci il tempo libero. Tuttavia,  questo tempo deve essere effettivamente così, libero dal lavoro, non solo fisicamente, ma anche mentalmente.

Lo scopo? Rigenerare corpo e mente, dedicarsi a quello che ci fa stare davvero bene e ci fa crescere come persona.

Aristotele, più di 2300 anni fa, scrisse: “Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero”. In un mondo iperconnesso come il nostro, queste parole sono senz’altro più attuali che mai.

Ma qual è il confine tra dedizione al lavoro e dipendenza? Cosa segna il passaggio da rapporto sano a visione malata del lavoro?

Essere stacanovista: efficienza lavorativa?

Senza dubbio, sia da dipendenti, sia liberi professionisti, è giusto essere efficienti e laboriosi nell’orario di lavoro che abbiamo accettato firmando il contratto o che ci siamo imposti. Pensare all’utilità di quello che stiamo facendo, sia per noi che per gli altri, può aiutarci a essere zelanti e dare il meglio, evitando di perdere tempo inutilmente: il tempo è denaro, sia per noi che per chi ci paga.

Possiamo dire che lo stacanovismo negli orari di lavoro può essere considerato positivo, sano e anche una forma di onestà lavorativa

 

Burnout: rischi attuali

Burnout

 

Workaholism: quando il lavoro invade il tempo libero

D’altra parte è giusto applicare la stessa onestà anche verso il nostro tempo libero, ponendo dei paletti, considerando quegli orari come una recinzione che il lavoro, il capo e il cliente non devono superare. Tutto questo è necessario per non cadere nella trappola e diventare uno stacanovista moderno.
Sottovalutare questo aspetto potrebbe diventare un problema per noi e per chi ci sta intorno. Negli anni ‘70. è stato coniato in psicologia il termine inglese “
workaholism”, a indicare una vera e propria dipendenza patologica dal lavoro. Esattamente come una dipendenza dall’alcol o dalla droga. 

Questa è una forma di stacanovismo malata, insana, e porta la persona a rifugiarsi nel lavoro per non affrontare le responsabilità e i problemi della vita fuori dal posto di lavoro.

Il senso di appagamento dato dal completare dei compiti e raggiungere obbiettivi diventa la droga che crea dipendenza. Ma è più sottile, ben vista, quasi apprezzata e incoraggiata al giorno d’oggi: una trappola travestita da virtù.

Questa dipendenza può nascere da una bassa autostima, dal bisogno di sentirsi importanti o ancora dalla paura del giudizio degli altri. E così se ne vuole sempre di più per mettere a tacere quelle vocine insidiose, e non esistono più orari, feste, weekend…amici, famiglia…E dopo? Arrivano isolamento, solitudine, depressione, burnout e le dipendenze considerate “vere”.

Ma quindi, come si può capire se una persona è stacanovista in modo sano o se ha bisogno di aiuto?

Stacanovismo: consigli ed esperienze per staccare la spina

Facciamo un passo indietro e torniamo alla storia di Aleksej Stachanov. Come si è conclusa la sua vita e a cosa ha portato il suo successo?

Con l’ascesa al potere di Kruscev nel 1953, inizia il declino della fama di Aleksej. Kruscev vuole eliminare qualunque legame e simbolo del vecchio governo, così anche Stachanov diventa qualcosa da cancellare.

Per questo, da simbolo della Russia stalinista che cresce, nel 1957 viene esiliato da Mosca e rimandato nel Donbass, senza la famiglia. A poco più di 10 anni di gloria, ne seguono 20 di lavoro come ingegnere capo, solitudine e molto, troppo alcool.

Muore il 5 novembre 1977, dopo una vita dedicata completamente al lavoro e poi messo da parte come un macchinario vecchio da un “nuovo capo”.

Questa è una storia da prendere come esempio e tenere bene a mente per non cadere nella stessa tentazione di inseguire la gloria, dedicando tutto il tuo tempo al lavoro e mettendo in un angolo la vita privata.

Come valuteresti il tuo rapporto con il lavoro? 

Fai il check-up al tuo equilibrio lavoro-vita privata

Prova a rispondere alle seguenti domande per acquisire piena consapevolezza del rapporto con il tuo lavoro. Riesci a:

  • uscire dal lavoro all’orario giusto?
  • impegnarti per dare il meglio durante l’orario di lavoro e rispettare il tuo tempo libero?
  • dire un sano NO quando ti viene chiesto qualcosa che va contro i tuoi principi?
  • non renderti reperibile h24/7?
  • rendere il lavoro è argomento “tabù” fuori dall’azienda?
  • non pensare al lavoro nel tuo tempo libero?
  • avere una vita sociale al di fuori del contesto lavorativo?
  • a coltivare degli hobby scollegati dal nostro ambito lavorativo?

Se hai risposto a tutte le domande è fantastico! Sai come bilanciare perfettamente vita privata e lavorativa, mantenendo ognuna al giusto posto, in modo da non privarti di nulla di importante.

C’è stato qualche “no”? Sei ancora in tempo per riprendere in mano le redini del tuo tempo e farlo andare nella direzione migliore. 

Come staccare davvero la spina? Gesti semplici per grandi cambiamenti

Siamo giunti al momento cruciale. Il consiglio per superare la tendenza allo stakanovismo e staccare veramente la spina è quello di autoimporti delle attività extra-lavorative. Di seguito, qualche esempio:

  • Prendi impegni subito dopo il lavoro: un aperitivo, una passeggiata, un corso, una cena. Avere un appuntamento piacevole ti aiuterà a chiudere il computer senza sensi di colpa.
  • Difendi il tuo orario: uscire all’orario previsto non è un torto, è rispetto per te stesso. Se qualcuno ti fa sentire in colpa, è il momento di chiarire. Se il tuo punto di vista non viene rispettato, è un segnale: forse quel posto è diventato tossico.
  • Evita il controllo compulsivo: se a casa ti ritrovi a scrollare email e messaggi, valuta l’uso di due cellulari. Spegni quello del lavoro alle 17:00, o imposta lo spegnimento automatico. Tieni vicino un libro, un diario, qualcosa che ti riporti a te.

Le soluzioni per vivere il tempo in modo equilibrato ed evitare il burnout ci sono. Non avere paura di chiedere aiuto: alla tua famiglia, agli amici, e se serve, anche a uno psicologo.

 

Tempo libero: Esperienze con amici

Tempo libero: esperienze con amici

Come superare lo stacanovismo con Oj Eventi Single?

E se le occasioni che ti crei per non essere stacanovista non sono sufficienti, ci pensa Oj Eventi Single.

La vita merita di essere vissuta al di fuori del lavoro, anche con persone che magari del nostro lavoro non ne capiscono proprio un bel niente!

Ma è proprio questo il modo migliore per crescere e migliorarsi: uscire dalla propria confort-zone e confrontarsi con realtà completamente diverse dalle nostre! Mettiamo la testa anche in altro, mettiamoci in discussione e divertiamoci nel farlo.

Oj eventi single organizza eventi di socializzazione, dove stare in compagnia, fare nuove amicizie e trovare dei fantastici motivi per staccare dal lavoro. Dall’aperitivo alla pizzata, dalla trattoria alla serata elegante, le proposte sono tante e diverse.

 

Staccare la spina è un tuo dovere! Lascia il lavoro in ufficio e organizza la tua prossima uscita!

 

Articolo di Rita Amboni

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