Tutti abbiamo usato, almeno una volta, l’espressione amore platonico, forse, però, senza conoscerne il vero significato. Infatti, il senso comune porta a porre in secondo piano la sua origine, facendo, spesso, riferimento ad un amore impossibile, mai realizzato e non corrisposto. Spesso, parliamo di amore platonico, quando ci invaghiamo di qualcuno, che riteniamo irraggiungibile, un po’ come la prima cotta adolescenziale per il più bello della scuola, che, però, non sa nemmeno della nostra esistenza. E successo anche a te vero?
Ma cos’è, allora, questo sentimento? Esiste una teoria o delle risposte esaustive che chiariscano definitivamente questo concetto storicamente tanto dibattuto? Nei libri di scuola, soprattutto tra le pagine di filosofia, troviamo degli spunti di riflessione, per riuscire a determinarne l’accezione comune.
Scopriamo insieme il significato di amore platonico, la sua origine ed evoluzione e alcuni consigli utili per viverlo e superarlo senza stress.
Cosa significa amore platonico?
Nonostante non esita una vera definizione di amore platonico, questo concetto, spesso riferito ad un amore impossibile e troppo idealizzato, indica una relazione affettiva profonda tra due persone. Queste sviluppano una forte affinità spirituale ed intellettuale, senza un’evoluzione sul piano passionale e sessuale, che, invece, caratterizza un amore romantico.
L’amore, in generale, è sempre stato un argomento che ha dato molto da parlare, ispirando poeti, scrittori, pensatori e filosofi. Se parliamo di quello platonico, è a Platone che si devono numerosi scritti.
Che diceva sull’amore il filosofo Platone?

Platone
Platone, filosofo di Atene, definisce l’amore platonico restando sul vago, definendolo come “movimento d’amore per la cosa bella”. Il filosofo intendeva, quindi, che questa forma di amore può esprimersi anche verso un oggetto o un concetto.
Ma l’amore, essendo il fondamento primordiale di tutti i sentimenti umani, non può rimanere una semplice idea metafisica.
Nella concezione comune, per essere totale, l’amore deve esprimersi fisicamente.
Ecco che Platone definisce l’eros “come qualcosa che scorre dentro dall’esterno” attraverso gli occhi. Questo concetto, approfondito nel Simposio e, nell’opera Fedro, viene definito come il primo stadio dell’innamoramento, provocato dalla visione della bellezza di un corpo fisico.
L’attrazione visiva, come diremmo oggi da un punto di vista più superficiale, è il primo passo dell’eros platonico. Non la mente, non l’anima, ma sono bensì, gli occhi la porta attraverso cui l’amore colpisce l’interiorità.
La seconda fase dell’amore coinvolge la spiritualità. Platone spiega la bellezza esteriore come uno specchio della bellezza perfetta ed eterna della verità. La verità per Platone consiste in tutto ciò che è divino ed in tutto ciò che è buono, sapiente e giusto. Facciamo qualche esempio: la compagnia dell’amato, le sue parole e la sua bellezza sono così forti che spingono l’individuo ad abbandonare l’oscurità per rivolgersi al lato più luminoso di noi stessi, che si nutre di bene, sapienza e giustizia.
Chi viveva un amore platonico?
La letteratura italiana ed internazionale è ricca di esempi celebri di personaggi che hanno vissuto amori platonici, o forme d’amore considerate tali. Spesso, questo sentimento è raccontato e vissuto in prima persona dall’autore stesso. Vediamone qualche esempio.
L’amore di Dante per Beatrice
Se sfogliamo anche le pagine dei testi liceali di letteratura italiana, possiamo ricordare un’altra forma di amore platonico: quella di Dante per Beatrice.
Questo amore segue, in parte, una concezione dell’amore platonico, ma viene arricchita e modificata. Il poeta incontra la donna per la prima volta quando ha nove anni, durante una festa a casa dei Portinari, rimane subito colpito dalla sua bellezza e la considera, per questo, un miracolo. Rivedendola dopo nove anni, come tutti noi abbiamo studiato, quando lei lo saluta con cortesia, il poeta prova una gioia immensa. Da allora, Dante non le parla mai direttamente, ma le dedica dei versi e la celebra come musa ispiratrice.
Beatrice diventa l’incarnazione della grazia divina, che guida il poeta verso la salvezza dell’anima, tanto da diventare la sua guida nel Paradiso.
L’amore di Dante per Beatrice ha delle evidenti similitudini con l’amore platonico:
- nasce da uno sguardo e si basa sulla bellezza;
- non si consuma mai fisicamente;
- è fonte di ispirazione poetica;
- è un mezzo per raggiungere il bene supremo.
In conclusione, possiamo dire che l’amore di Dante per Beatrice è un amore platonico, ma anche un amore cortese, romantico, cristiano e umano.
Altri esempi letterari celebri
Nella storia della letteratura e della poesia, vi sono altri esempi di amore platonico oltre Dante e Beatrice. Tra le coppie medioevali più famose ricordiamo Lancillotto e Ginevra, coniuge del Re Artù e il mito di Euridice e Orfeo. Impossibile non citare anche Romeo e Giulietta di William Shakespeare o, nella letteratura greca, il mito di Amore e Psiche, di cui ci parla Apuleio nell’opera Le Metamorfosi. Sono tutti amori storici che non si sono concretizzati fisicamente, rimanendo nella sfera dell’amore spirituale e che hanno contribuito ad idealizzare la nostra idea di questo sentimento.
Che vuol dire amicizia platonica?
L’amicizia offre un sostegno emotivo, paragonabile a quello delle relazioni romantiche.
Si parla di amicizia platonica, quando due persone condividono un legame di stima e affetto profondo e sincero, che può superare qualsiasi ostacolo o differenza, senza il dubbio o l’intenzione di trasformare questa relazione in qualcosa di fisico o romantico. A differenza dell’amore, un’amicizia platonica è un legame che presenta una minore intensità emotiva e che non arriva mai a livelli di possessività ed idealizzazione tipici del primo.
Le amicizie platoniche giocano un ruolo cruciale nel nostro benessere, sia per supporto emotivo, sia per supporto fisico, dando valore non solo a noi stessi, ma alla nostra vita.

Amicizia platonica
Come nasce un amore platonico e come si vive?
Come abbiamo visto, l’amore platonico è un legame significativo tra due persone che va oltre il desiderio fisico. Può nascere da un’amicizia che cresce nel tempo attraverso il vissuto e le difficoltà, affrontate insieme.
Una relazione platonica viene vissuta con profonda familiarità e naturalezza, grazie ad una conoscenza intima e alla fiducia reciproca tra due persone. Ci si trova connessi in modo emotivo e intellettuale ad un altro individuo, senza avvertire il bisogno di trasformare il rapporto, poiché ci soddisfa già così nello stadio di profondo affetto reciproco, in cui si trova.
In poche parole, le caratteristiche di una relazione platonica sono: un forte legame emotivo ed una forte connessione; l’assenza di aspettative in una relazione; il sentirsi a proprio agio; la consapevolezza di piacere all’altra persona per quello che si è.
Questo tipo di relazione nasce in tutte quelle situazioni in cui due persone, senza stabilirlo, sviluppano un legame tanto forte, intimo e sincero, che, tuttavia, non si concretizza in un grande amore romantico. Degli esempi sono alcune relazioni virtuali (nate sui social o su app di dating), il legame con il proprio mentore, un’amicizia speciale o tutti quei rapporti che rimangono in una dimensione spirituale, per motivi legati all’età o alla distanza fisica.
Come capire se è amore platonico?
Ma quindi, questo amore platonico esiste? Capire se una relazione è di natura platonica può essere a volte complicato, soprattutto in una società che tende a vedere l’amore come qualcosa che deve per forza evolvere in romanticismo o sessualità. Ci sono, però, alcuni segnali che possono aiutarti a riconoscere un amore platonico:
- Assenza di gelosia: non provi gelosia se l’altra persona ha una relazione romantica. Il legame che condividete non è minacciato da queste relazioni, perché non c’è l’aspettativa che si trasformi in qualcosa di più.
- Condivisione intellettuale ed emotiva: se dialogate, condividete pensieri, idee e sentimenti, piuttosto che il contatto fisico, si tratta di un legame platonico.
- Benessere e crescita reciproca: il desiderio principale è quello di vedere l’altra persona felice e realizzata, anche se ciò significa sostenere scelte che potrebbero allontanarvi fisicamente o emotivamente.
Prova a riflettere sulle tue relazioni più importanti. Anche se c’è qualche tensione fisica, potreste decidere di mantenere la cosa sul piano dell’amicizia e di non entrare nella dimensione sessuale.

Amore romantico
Come uscire da una relazione platonica?
In alcuni casi, nelle relazioni platoniche, potrebbe succedere che uno dei due provi anche desiderio fisico e non riesca a smettere di pensare all’altra persona. Se entrambi provate anche attrazione, potreste parlarne e decidere insieme se provare a portare il rapporto a un livello romantico.
Prova a capire se c’è qualcuno nella tua vita con cui condividi un legame profondo, e se senti il bisogno di trasformare il vostro legame da platonico a romantico.
Se, invece, solo uno di voi prova attrazione fisica e l’altro no, ecco alcuni consigli utili per salvaguardare le relazioni platoniche (dal sesso):
- esponi i tuoi sentimenti con l’altra persona;
- chiarisci se c’è stato un fraintendimento;
- delineate insieme dei confini;
- evita il contatto fisico
- affronta i vostri incontri con estrema consapevolezza di ciò che dovresti evitare
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